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Sviluppatori

I primitivi

Le classi che costituiscono l’applicativo

Con il termine, primitivi, al contrario di quanto il lettore possa intendere, non ci si riferisce affatto a dei trogloditi come per esempio l’enorme schiera di pseudo webmaster poco qualificati che sempre più attanagliano il web millantando capacità e finezze che non gli spettano, ma invece con questo lemma vogliamo introdurre il lettore ai mattoncini base che compongono l’applicativo web, mattoncini la cui comprensione è indispensabile per potersi cimentare nella realizzazione di personalizzazioni, moduli e plugin.
L’applicativo web è ricco di moduli, ognuno dei quali racchiude funzioni specifiche d’alto livello dove per alto livello non ci si riferisce alla destrezza con cui operano tali algoritmi, ma al fatto che si tratta di istruzioni complesse (il programmatore riconoscerà in tale termine l’antipodo di “basso livello”), ovvero funzioni che riescano ad adempire a specifiche situazioni per le quali il framework non è predisposto.
L’applicativo web si sviluppa interamente diviso in moduli sotto il namespace WebApplication. Ogni modulo corrisponde ad un singolo file posto nella directory “App_Code”, e proprio dando un’occhiata a questa directory si scopre quelle che sono le categorie che queste funzionalità vanno a toccare, infatti troviamo più moduli di utilizzo generale, moduli dedicarti alla autenticazione degli utenti, gestione file, gestione forum, gestione database, gestione sitemap, gestione IPN di PayPal, nonché funzioni concernenti la sicurezza, l’accesso e autentificazione degli utenti, album fotografici, elaborazione dei contenuti, gestione dinamica PDF, e molto altro. Essendo questo un capitolo introduttivo, ci limiteremo a descrivere i concetti fondamentali, e introdurre quindi il lettore al corretto uso dei trogloditi, oop pardon, dei primitivi!
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